Petrarca-Calvisano: 'La migliore d’Italia fa visita al Petrarca'. Intervista all’apertura/estremo Menniti-Ippolito

16/2/2018

 

Arriva la tredicesima giornata del campionato d’Eccellenza ed il Petrarca di Andrea Marcato sarà impegnato in casa, al Centro Geremia, sabato 17 febbraio alle 15, con il Patarò Calvisano.
Abili portatori di palla e velocissimi nei punti d’incontro, i bresciani si mantengono in cima alla classifica a quota 53, con sette punti di distanza dai bianconeri al terzo posto a quota 46. Agli impianti del Memo Geremia si assisterà senza dubbio ad una partita ad alta intensità.

Per l’occasione abbiamo intervistato il tecnico Andrea Marcato e l’apertura/estremo Andrea Menniti-Ippolito.
“Sabato alla Guizza arriva la miglior squadra d’Italia” spiega Marcato. “Per noi è un vero e proprio test match, una partita per capire realmente chi siamo e quali possono essere le nostre ambizioni”.

“Sin dal lunedì dopo Reggio ci siamo ritrovati per analizzare la partita e prepararci per l’arrivo di Calvisano. Abbiamo fatto tesoro del tempo a disposizione, sfruttandolo al massimo, lavorando tutti insieme sui nostri punti forti e deboli, ipotizzando tutti gli scenari possibili”. 

“Abbiamo lavorato molto sui punti d’incontro difensivi. Utilizzeremo tutto lo spazio in difesa vista la loro abilità nel dare ai mediani palloni veloci da utilizzare subito. La concretezza sarà il nostro caposaldo sabato pomeriggio”.

L’ultima volta che le due squadre si sono incontrate risale alla quarta giornata di campionato, lo scorso 28 ottobre, dopo la parentesi europea in cui entrambe avevano subito la prima sconfitta stagionale. Un match pesante conclusosi con la vittoria dei campioni in carica sui veneti per 19-16.  

Per disputare la competizione che conta di più per le italiane ci vogliono determinate qualità, prime fra tutte nervi d’acciaio e sangue freddo. Serve la calma bionica per restare lucidi davanti ai momenti più difficili, quelli in cui tutto si decide ed è tutto nelle tue mani (piedi). Caratteristiche che ritroviamo in un giocatore in particolare, autore di brillanti performance in questa stagione: Andrea Menniti-Ippolito apertura/estremo del Petrarca.

Classe 92, 184cm per 85kg, cresciuto rugbisticamente al Roccia Rubano Rugby, dove ha fatto tutta la trafila delle giovanili fino all’Under 17, ha raggiunto quota 100 presenze nel massimo campionato italiano vestendo la maglia nera del Petrarca, in occasione della partita contro le Fiamme Oro dello scorso 4 novembre vinta dai veneti 16-33.

Andrea è un atleta maturo, che lavora sodo sia in campo che fuori, e parla dei suoi brillanti traguardi con un’attitudine serena e umile.

“Gioco da sei anni in questo livello, ho perciò metabolizzato determinati meccanismi ormai. In questi anni ho avuto l’opportunità di giocare tanto e i tre allenatori che mi hanno seguito dall’inizio del mio percorso qui in prima squadra, Moretti, Cavinato, e ora Marcato, hanno contribuito in maniera fondamentale ad ampliare il mio bagaglio tecnico e di conoscenza del gioco. Poter ricoprire due ruoli mi ha aiutato nella crescita personale”. Sorride.

“Ti apre la mente, giocare due ruoli, hai due visioni del gioco diverse e quindi due interpretazioni differenti da usare nei momenti chiave in partita”.

Il venticinquenne padovano non parla tanto ma il suo esempio, la sua costanza, dedizione ed umiltà, negli allenamenti, persino nelle analisi in riunione, è impeccabile. Sta vivendo un ottimo momento di forma e dimostra tanta qualità tecnica e nessuna paura di sbagliare (vedi ad esempio il drop da 30m allo scadere di Conad Reggio-Petrarca del 3 febbraio scorso nda). Questo lo rende un ottimo esempio per i giovani atleti ma anche uno dei punti di riferimento del gruppo, un giocatore regista ed ottimo stratega sia da estremo che ad apertura al centro del gioco.

Questa stagione più che mai sembra rappresentare il sistema nervoso della squadra.

“Andrea sta crescendo in modo esponenziale – dice il tecnico Marcato – “dimostra tanta solidità mentale. Ormai al sesto anno in prima squadra, non è il più il ragazzino che era quando è arrivato. In questa stagione si sta prendendo tante responsabilità, è uno dei capitani della squadra, un leader per gli atri”.

Menniti fa da cerniera in campo, decodifica i punti deboli dell’avversario in fretta e ne sconvolge i criteri. E’ una valvola creativa, capace di analizzare, leggere il gioco, e adattarsi immediatamente. Da queste premesse possono nascere ulteriori brillanti traguardi. Può crescere ancora.

Quando gli abbiamo posto la domanda più difficile, se preferisce giocare apertura o estremo, ha sorriso.

“Difficilissimo rispondere. Mi piacciono entrambi ma forse al momento mi sento di dire apertura perché sono in un momento in diverso della mia carriera, e perciò ho la possibilità di vivere il ruolo con un po' meno pressione rispetto agli anni passati. Mi piace vivere la responsabilità di questo compito, soprattutto riuscire a gestirla meglio adesso che sono maturato di più come giocatore e come persona. Sono al centro del gioco e mi piace”.

Calvisano è, insieme a Rovigo, la squadra che negli ultimi anni il Petrarca non ha mai battuto. La partita di sabato sarà avvolta dunque da tensione e grande emozione. Sfatare questo tabù, vincendo in casa contro i campioni in carica, sarebbe un’iniezione di fiducia per i giocatori e lo staff padovano.

“Sono state due settimane positive, abbiamo cercato di curare tutto nel dettaglio. Sarà difficile ed intenso ma abbiamo avuto tempo per studiare e prepararci. Darò la maggior sicurezza possibile ai miei compagni di squadra, voglio essere un punto di riferimento per loro sabato” conclude Andrea.  

 

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