La mischia argentina che soffre

30/11/2018

 

Il coach dei Pumas Mario Ledesma è da tempo convinto che l’efficacia e potenza del suo pacchetto di mischia siano state danneggiate in seguito al cambio di una regola che ormai vige da un paio d’anni all’interno della competizione domestica argentina.  

 

Negli ultimi tempi, le performance della mischia Pumas hanno subito un forte calo: da una posizione di seria forza si sono ritrovati di colpo ad una di debolezza. Specie durante l’ultimo Rugby Championship, durante i due match contro la Nuova Zelanda, la prima linea è uscita sconfitta dal confronto con gli avversari concedendo ben 14 punizioni. 

 

Due anni fa sono state introdotte nuove leggi nel campionato di rugby argentino, nuove misure mirate a regolamentare lo scontro tra due pacchetti di mischia. 

Il pilone Jeronimo Bello, del San Isidro Club, ha sofferto un grave infortunio alla spina dorsale durante il collasso di una mischia in un match di prima divisione nel 2016. Dopo tre infortuni di simile intensità quell’anno, la federazione del rugby argentino (UAR) ha fatto tutto il necessario affinché ciò non si verificasse più. 

 

Così, nel campionato domestico argentino, con l’eccezione delle mischie sui 5 metri, tutte le squadre che spingono oltre il metro e mezzo vengono sanzionate. 

 

Ma è proprio quel campionato che per i Pumas e la franchigia di Super Rugby Jaguares rappresenta il vivaio principale dei nuovi talenti. 

“Questa legge non giova particolarmente al rugby argentino e ci vorranno due anni di lavoro duro per recuperare la forma persa” afferma Ledesma in una recente intervista, l’argentino 45enne ex tallonatore che ha vinto la medaglia di bronzo con la sua nazionale in Francia nel 2007.

“Infortuni così gravi sono più frequenti in luoghi come l’Australia” continua Ledesma, il quale ha trascorso gli ultimi due anni lavorando al fianco del coach dei Wallabies Michael Cheika. 

“Non solo la regola indebolisce la cultura di mischia argentina, che è parte integrante del nostro DNA ma lede anche parte dell’anima di un avanti. La qualità di coesione di gruppo che raggiungi con una mischia solida e la crescita psicologica, come identità di squadra, che ne derivano sono inestimabili”.

 

Secondo Ledesma, dunque, il cambio della regola ha reso molti talenti emergenti argentini impreparati davanti alle opposizioni di top-level rugby, immaturi davanti la durezza delle squadre dell’emisfero nord.

Oggi le mischie in Argentina durano poco più di cinque secondi e i giovani che poi si uniscono ai Pumas o ai Jaguares trovano difficile adattarsi alla durezza di quel livello dove sono sottoposti a più di dieci secondi intensi di puro wrestling. 

 

Ledesma è alla guida dell’Argentina dallo scorso agosto, dopo una ottima stagione di Super Rugby con i Jaguares, in sostituzione a Daniel Hourcade. 

Due test di Rugby Championship vinti e tre sconfitte in tre test nel tour di Novembre. 

“Il tipo di lavoro che abbiamo appena iniziato, con questo gruppo di giovani di 19 e 20 anni, impiegherà due o tre anni prima che raggiunga un ottimo standard. Sono sicuro che ci arriveremo, i ragazzi hanno la forza fisica e mentale adatta per raggiungere l’obiettivo”.

 

La Coppa del Mondo del 2015, sotto Hourcade, è stata un’ottima edizione per gli argentini i quali hanno raggiunto le semifinali per la seconda volta nella storia. 

E adesso manca meno di un anno alla prossima RWC in Giappone dove gli argentini condivideranno la Pool con Inghilterra, Francia, Tonga e gli Stati Uniti. 

Per venirgli in contro in Giappone, la UAR ha dunque concesso loro di poter richiamare anche i giocatori ormai in forze ai club esteri, permettendo così a Ledesma di poter usufruire dell’esperienza di piloni come Juan Figallo (Saracens) e Ramiro Herrera (Stade Framcais).

 

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