Top12: Verona sconfitto a testa alta da Valorugby

11/3/2019

Dopo un bel primo tempo, i veronesi cedono il passo. Doorey: "Peccato,

l'avversario era alla nostra portata". Pavan festeggia le 150 presenze in

TOP 12.

 

 

 

Non riesce il Verona Rugby a fermare la marcia del Valorugby Emilia, quarta forza del campionato e virtuale protagonista del poker dei playoff. Al round 17, sesto di ritorno, i diavoli rossoneri di Manghi, in divisa biancorossa per l'occasione, superano per 26 punti a 10 gli antracite, portando a casa anche il punto di bonus offensivo. 

 

Nella cassaforte veronese, invece, non entra alcun punto utile per la classifica, con gli scaligeri che rimangono al decimo posto, quattro lunghezze sopra i padovani del Valsugana sconfitti a Calvisano. 

 

Escono senza punti i ragazzi di Doorey e Ansell ma a testa alta, cucendo nella trama della stagione un'altra prestazione intrisa di generosità, dedizione agonistica e di buon rugby. 

C'è delusione però al fischio finale di Angelucci. Perché se la maggior consistenza e la profondità della rosa emiliana hanno messo alla fine con chiarezza il peso decisivo sulla bilancia del match, Verona aveva saputo chiudere avanti il primo tempo, difendere spesso molto bene, pungere con i pochi ovali buoni e rimanere vicina nel punteggio sino a dieci minuti dal termine. 

 

Invece è affiorato ancora una volta il retrogusto amaro di una partita in cui Verona ha raccolto meno di quanto seminato.

Al di là dei meriti degli ospiti, Verona ha certamente pagato le difficoltà -soprattutto nell'ultimo quarto- di una mischia chiusa orfana di Cittadini e D'Agostino, le incertezza in rimessa laterale e, in generale, la limitata disponibilità di ovali di qualità per rifornire un attacco che pure avrebbe incisività e talento. 

 

Ha pagato poi ancora una volta gli eccessi di indisciplina, incassando ben diciotto calci contro e sei soltanto a favore. Uno sbilancio che non lascia scampo a certi livelli.

 

Illuminato da un sole quasi primaverile, il primo tempo è filato via scandito da un ritmo tambureggiante e da un rugby aperto e brillante proposto da ambedue le compagini. Diversi, in verità, gli errori di controllo e trasmissione da ambo le parti, ma la reattività delle due squadre li ha spesso trasformati in turnover senza interruzione, alimentando un alternarsi di contrattacchi e momenti spettacolari.

 

Passa per prima Verona al 12'. Dopo una rimessa laterale in zona rossa e un paio di penetrazioni, l'ovale vola al largo sui tasti del pianoforte antracite sino a Quinteri abile a trovare un intervallo e a servire un delizioso lob a Buondonno che in sostegno plana a fianco dei pali. 

Conversione comoda e 7 a 0. 

 

Il Valorugby però non ci sta e a metà frazione, in superiorità numerica per un giallo a Bernini, impatta il risultato finalizzando con Messori un'avanzata del pack emiliano da touche ravvicinata.

 

Un piazzato di Mortali consente agli scaligeri di rimettere la testa avanti al 34', Reggio scatena una pressione feroce nella zona rossa verone in finale di tempo ma Verona con una grande difesa riesce ad andare al riposo con il tesoretto di tre punti, sul 10 a 7. 

 

I avvio di ripresa, però, il Valorugby rovescia subito l'inerzia. Touche all'altezza dei 22 metri veronesi, rapido cambio di fronte e il centro neozelandese Vaega -ariete e perno e MoM alla fine- piega il placcaggio di Buondonno e riesce a portare i suoi 100 chili esplosivi oltre la linea. 

 

Proprio Buondonno, con un colpo d'obice da altro metà campo, al 10' potrebbe riportare avanti gli antracite ma l'ovale, pur dotato della potenza necessaria, sfiora solo il montante. Si entra nell'ultimo quarto sul 10 a 12 ma qui la mischia scaligera entra in sofferenza e a dieci dal termine arriva inevitabile la meta di punizione per Reggio. 

 

Sotto per 10 a 19, Verona si ributta in avanti a caccia del punto di bonus e al 38' guadagna un prezioso penalty centrale a 40 metri. McKinney carica il destro, punta il mirino, ma il piazzato esce largo. Il sigillo lo mette così il Valorugby, trovando allo scadere con il gladiatore Festuccia -54 caps azzurri e 39 anni a giugno- la meta del bonus emiliano. 

 

Tra i diavoli ottime le prove di Manghi, Mortacci e Vaega e sapiente la regia di Rodriguez; in casa antracite, palma a Quintieri e citazioni per Buondonno, Navarra, Salvetti e Greef. 

Pra domenica trasferta impervia a Firenze sul terreno dei Medicei. Con un bisogno di punti ormai sempre più impellente. 

 

Le parole di Grant Doorey, head coach del Verona Rugby, al termine del match: " Sono molto deluso. Il risultato non è stato certo quello che ci aspettavamo. Siamo ancora troppo imprecisi e dobbiamo essere più sicuri sulle nostre basi. Gli errori che commettiamo ci son sempre fatali contro squadre di questo spessore". 

 

"Abbiamo giocato 20 minuti con un uomo in meno e il rugby è già abbastanza difficile da giocare in 15. Fatico a comprendere alcune scelte arbitrali, soprattutto sul primo cartellino a Bernini ma l'unica parola che conta è quella dell'arbitro. Senz'altro oggi abbiamo pagato pesantemente alcune scelte fatte". 

 

"I Medicei? Sono una squadra molto ostica ma sono fiducioso. Se possiamo giocarcela con una squadra come il Valorugby, significa che possiamo essere competitivi contro tutti. Dobbiamo essere più realisti, ognuno deve prendersi la responsabilità e capire che la forza di rialzarci deve partire dall'interno. Solo così potremo tornare a fare punti". 

 

Le parole di Riccardo Pavan, centro del Verona Rugby che ieri ha festeggiato le 150 presenze nel massimo campionato italiano: 

"Siamo stati al loro livello. Il primo tempo molto positivo. Quando abbiamo messo in campo il nostro gioco, siamo stati incisivi ma loro hanno giocato su quello che è ancora un nostro punto debole, ovvero la disciplina: commettiamo troppi falli e i risultati sono sotto gli occhi di tutti". 

 

"Il secondo tempo siamo andati in calo perché abbiamo difeso per diversi minuti e questo ci ha portato a dissipare troppe energie. Tornare a casa con zero punti fa molto male. Fatichiamo a adattare la nostra disciplina al metro arbitrale. Oggi purtroppo abbiamo perseverato nell'errore e ne abbiamo pagato le conseguenze". 

 

"I Medicei sono un avversario alla nostra portata. Se riusciamo a giocare tutta la partita il nostro rugby, possiamo toglierci delle soddisfazioni. Dobbiamo sicuramente sistemare la mischia e la maul, magari recuperando anche qualche pedina importante per noi come D'Agostino". 

 

"Le 150 presenze in Top12? E' una bella soddisfazione per me. Non tanto per la cifra in sé, ma per il percorso che mi ha portato fino a qui. Questo traguardo mi rende orgoglioso perché ho conosciuto tante persone nel corso di questi anni e credo di essermi guadagnato il rispetto di ognuno di loro, dentro e fuori dal campo. Penso che questo sia fondamentale nel rugby, come nella vita". 

 

 

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