top of page

Il Grande Ritorno dell'Australia: 34-45 ruba la partita all'Argentina e salva Cheika


Chi è andato a letto a metà tempo durante l’ultimo incontro di Rugby Championship tra Argentina e Australia non ha idea di cosa sia perso.

Una partita dai due volti, uno spettacolare festival di ben undici mete, la furia degli argentini e la redenzione degli australiani che ricominciano da Salta per ricostruire il proprio futuro.

La peggior Australia di sempre.

Se contro gli Springboks, la settimana precedente ci aveva impiegato 27sec a farsi marcare una meta, stavolta l’Australia regge per 1 minuto e 46sec prima che il flanker Pablo Matera riesca ad eludere Hooper, Foley e Genia per segnare la meta d’apertura.

Quella dei primi quaranta minuti di gioco è un’ Australia che retrocede in difesa, morbida nei placcaggi, che lascia guadagnare metri agli argentini ad ogni fase d’attacco.

I Pumas segnano ancora, quando Reece Hodge perde il possesso dell’ovale nei 22 avversari ed Emiliano Boffelli ne approfitta per correre verso la linea di meta australiana (3’).

La prima marcatura degli ospiti arriva al 14’ con il capitano Michael Hooper che carica a distanza ravvicinata la linea di meta argentina per il 21-7, ma gli errori continuano ad accumularsi e così il senso di frustrazione.

A trenta minuti di gioco, arrivano le mete del centro Orlando (26’) e dell’apertura Gonzalez Iglesias (30’), entrato a sostituire Sanchez zoppicante, (forse il vero perno sul quale ruotava il gioco dei Pumas), chiudendo così il primo tempo 31-7.

Quattro mete ad una, è il numero maggiore di punti che l’Argentina abbia mai messo a segno contro l’Australia in un intero match.

Gli argentini si confermano in grande crescita. Dominano gli australiani nel primo tempo interpretando al meglio la partita. Senza servirsi della battaglia fisica, utilizzano i giusti angoli di corsa, l’attenta ricerca degli spazi allargati, riuscendo così ad affondare i colpi nella dormiente difesa australiana ingigantendone i problemi.

Tutto a questo punto fa pensare che i Pumas, sotto la guida di Mario Ledesma, ex assistente di Cheika, abbiano tutte le credenziali per portare a casa il match e la terza vittoria in Championship.

Ma alla ripresa comincia completamente un’altra partita.

“Quando qualcosa significa tutto per te, allora trovi la forza” ha detto Cheika.

Scende la sera sul Martearena Stadium di Salta e così il buio pesto sul brillante rugby giocato dai Pumas: gli ultimi quaranta minuti di gioco è monologo Wallabies.

Che siano state le parole di Cheika o qualche meccanismo improvvisamente scattato nella mente dei giocatori, gli australiani sono riusciti a tenere il possesso per molteplici fasi e a scegliere le giuste linee di corsa.

Così a quattro minuti dalla ripresa arriva la meta della seconda linea dei Reds Izack Rodda che intercetta il calcio di Bertranou su una ruck nei 22 argentini e corre oltre la linea (44’). Lo segue poi al 48’ Israel Folau dopo 11 fasi di gioco e ancora, dopo 9 fasi, Dane Haylett-Petty al 51’ per il 31-28, meta che aziona la disintegrazione Pumas.

Non c’è cosa più difficile nel rugby di girare mentalmente una partita. In questo senso, i cambi nella prima linea australiana, operati da Cheika alla ripresa, Latu, Kepu e Alaalatoa si dimostrano fondamentali per il gioco australiano, eroici in mischia e ottimi palla in mano, riaccendono la luce con 40 fasi inanellate in 10 minuti.

Si sfilacciano i Pumas a 26 minuti dalla fine. Tentano di attaccare da dentro la loro area di meta e vengono intrappolati in una mischia sui loro 5 metri e un determinato Pocock ne approfitta andando oltre la linea, eludendo la difesa argentina in ritardo (63’).

Passano solo due minuti e Dan Heylett-Petty segna di nuovo, stavolta camminando, quando Foley lo cerca con un cross kick e l’ala fa sponda verso l’interno con Pocock che lo serve di nuovo, assorbendo i due difensori argentini, entrambi sullo stesso uomo, ancora lenti in difesa.

A Salta vince l’Australia 34-45 che dimostra di essere ancora dalla parte del suo allenatore e che da questa vittoria può cominciare a ricostruirsi in vista dei prossimi impegni. Il 27 ottobre, gli australiani giocheranno contro gli All Blacks a Yokohama, per l’ultimo incontro di Bledisloe Cup, e in seguito li aspetta il tour di novembre che li porterà in Europa a giocare contro Galles, l’Italia e l’Inghilterra.

Post recenti
bottom of page