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Andrea Di Giandomenico, Capo Allenatore dell'Italia U18



Andrea Di Giandomenico, il tecnico che ha guidato la Squadra Nazionale Femminile nelle ultime dodici stagioni, portando le Azzurre al secondo posto nel Sei Nazioni 2019, al quinto posto del ranking ed ai quarti di finale della Rugby World Cup “Nuova Zelanda 2021”, è il nuovo responsabile tecnico dell’Italia U18 Maschile.


L’allenatore aquilano, il tecnico italiano ad aver raccolto il più alto numero di successi alla guida di una selezione nazionale nei quasi cento anni di storia della Federazione Italiana Rugby, manterrà il proprio ruolo di responsabile della didattica, continuando al contempo a lavorare sul campo per contribuire attivamente allo sviluppo della futura generazione di atleti internazionali.


Daniele Pacini, Direttore Tecnico e dell’Alto Livello FIR, ha dichiarato: “Poter inserire nel percorso di formazione d’élite maschile un tecnico con l’esperienza, la competenza e l’autorevolezza di Andrea è per noi una incredibile opportunità per costruire intorno ai migliori prospetti del rugby italiano il contesto più idoneo possibile. Andrea ha doti di formatore fuori dal comune che, unite alla competenza tecnica ed alla conoscenza approfondita di una pathway che ha contribuito a costruire, potranno costituire un valore aggiunto significativo nel percorso dei nostri Azzurrini”.


Andrea Di Giandomenico ha commentato: "Avere l’opportunità di lavorare con atleti in questa delicata fase della loro crescita è una sfida eccezionale. Sono gli anni in cui i ragazzi investono nel loro sport; abbiamo il dovere di accompagnarli nella scoperta delle loro potenzialità e di educarli nel processo che porterà verso il loro pieno sviluppo come giocatori e come persone.. Ringrazio Daniele e l'intera struttura di direzione tecnica di FIR per l'opportunità di partecipare concretamente allo sviluppo internazionale dei nostri giovani, continuando al tempo stesso a sviluppare strumenti e processi per rendere la scuola tecnica italiana sempre più rispondente alle necessità del rugby moderno”.


fonte@Federugby

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